LA PRESENZA DI MARIA
NELLA SIGNORIA DI GESÙ

 


Per volontà del Padre tutto è stato messo nelle mani di Gesù, Figlio dell'Uomo (cfr. Gv 3, 35; 13, 3); di qui il suo potere di vita a servizio soprattutto dell'uomo: «Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, affinché il Figlio glorifichi te, poiché tu gli hai dato autorità sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato» (Gv 17, 1-2). Questa volontà è il fondamento della regalità di Gesù, che egli inaugurerà il giorno stesso della sua "esaltazione": «quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12, 32). Dall'umiliazione all'esaltazione, dal servizio all'autorità: «chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato» (Lc 14, 11).

1. Il servo di Jahve divenuto Signore

«Gesù Cristo svuotò se stesso per prendere forma di schiavo, facendosi simile agli uomini; apparso come semplice uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha sovra-elevato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è Signore a gloria di Dio Padre» (Fil 2, 7-11).

«Il centurione mandò alcuni amici a dire a Gesù: "Signore, non disturbarti, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo non mi sono neanche ritenuto degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito. Anch'io infatti sono uomo sottoposto a un'autorità"» (Lc 7, 6-8).

1. "Auctoritas" viene dal verbo augere (far crescere). Nessuno ha un'autorità maggiore di Dio, perché nessuno ha maggiore capacità di far crescere; Gesù è il Figlio dell'Uomo perché ha in pienezza questa capacità di far crescere l'uomo, di promuovere e glorificare la sua umanità nella verità e nella libertà. Anzi come Dio, l'Onnipotente (El Shaddai), si rivela Jahve nell'atto di liberare il suo popolo dalla schiavitù dell'Egitto (cf. Es 3, 12-15), così ora Gesù rivela ed attua la sua signoria nell'atto di liberare l'uomo dalla schiavitù del peccato e della morte: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono» (Gv 8, 28). Anche Gesù è "Io sono colui che è" e tale si manifesterà in tutta la rivelazione neotestamentaria: «Io sono colui che è, che era e che viene, il dominatore di tutto» (Ap 1, 8).

2. La signoria di Gesù viene dalla sua capacità di servire come uno schiavo: ha messo da parte le sue prerogative divine ed ha assunto quelle dello schiavo per mettersi a servizio dell'uomo, schiavo appunto del peccato e della morte, fino a consegnarsi nelle sue mani: «Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre» (Lc 22, 53).

3. Nella Chiesa, Gesù realizza la sua signoria attraverso i ministeri, che sono servizi suscitati dallo Spirito Santo, il cui compito è di continuare e perfezionare l'opera di Cristo.

2. La serva del Signore divenuta la madre del Signore


«Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che tu hai detto"» (Lc 1, 38).

«Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?"» (Lc 1, 41-43).

Lo stupore di Elisabetta: la gloria della "piena di grazia", che da serva del Signore diventa madre del Signore, si fa servizio autentico nell'amore verso l'altro: madre nel bisogno (e finché dura il bisogno).

1. Maria è per sempre legata a Gesù, al Verbo di Dio che ha preso carne da lei per opera dello Spirito Santo! La fede in Gesù, la nostra adesione a lui, deve tenere conto anche della Madre, che da Gesù stesso è proclamata anche nostra madre: la madre del Signore è madre di tutto il suo Corpo che è la Chiesa: «È per mezzo della santissima Vergine Maria che Gesù Cristo viene al mondo; è ancora per mezzo di lei che Egli deve regnare nel mondo» (L. M. Grignion de Montfort). La nostra adesione a Gesù deve includere anche l'adesione a sua Madre; soltanto così riconosciamo la vera e non fittizia incarnazione del Figlio di Dio, lo riconosciamo cioè vero Dio e vero Uomo (nato da donna, come noi: Gal 4, 4). Però, se la maternità di Maria entra nella nostra fede, allora la nostra fede si converte in un'adesione piena a Gesù di mente e di cuore: l'elemento materno è il calore del grembo e dà calore alla fede. Il calore della fede è l'amore che diventa servizio, misurato sul bisogno dell'altro, per realizzare una comunione che sia il corpo mistico di Cristo, la dilatazione della comunione tra Gesù e Maria. Quando si trascura la presenza di Maria, la nostra fede in Cristo corre il rischio di diventare fredda, calcolatrice, organizzativa, interamente istituzionalizzata: sarebbe il trionfo del logos non temperato dall'eros.

2. In Maria Dio si fa Uomo, il Figlio di Dio diventa Figlio dell'Uomo. Con ciò ogni uomo è chiamato, attirato, ad entrare in comunione con il Figlio dell'Uomo, il figlio di Maria. Perciò ad ogni uomo è offerta una salvezza potente; potente nel senso che non esiste alcuna situazione di "perdizione" dalla quale Gesù non possa tirarci fuori.

3. Nell'attuare la salvezza offerta da Gesù ad ogni uomo, Maria e tutti i veri discepoli del Signore svolgono il ruolo della testimonianza: portare a Cristo con una parola credibile, come Maria saluta Elisabetta. La parola è credibile se tocca il punto in cui ciascuno è più sensibile (come il grembo di Elisabetta). Allora si capisce come la fede autentica (adesione a Cristo di mente e cuore) si renda servizio autentico, azione efficace che consola, che promuove l'altro e lo fa crescere, lo tiene in piedi, lo lascia andare libero. Diversamente: un servizio che crea dipendenza, che si rende indispensabile, è una sopraffazione con guanto di velluto. E come può essere ipocrita la fede, così può essere falso un servizio. Il vero servizio tende a rendersi inutile. Così Maria resta da Elisabetta finché ha bisogno, risponde ad un bisogno reale e poi ritorna a casa sua.

4. Nella signoria di Gesù, che è far crescere l'uomo, è coinvolta anche la Madre; forse per questo lei è già tutta nella gloria, anima e corpo, accanto al Figlio, per continuare con lui l'opera della redenzione fino alla fine dei tempi. «È per Maria che la salvezza del mondo ha avuto inizio ed è per Maria che deve giungere a compimento. Maria non è quasi apparsa nella prima venuta di Gesù Cristo, affinché gli uomini, ancora poco istruiti e poco illuminati sulla persona del suo Figlio, non si allontanassero dalla verità, attaccandosi troppo fortemente e grossolanamente a lei» (L. M. Grignion de Montfort, La vera devozione, Ed. Monfortane, Roma 2000, n. 49).

 

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